Castelrotto: la fondazione
Il Knedelgrup, formazione 2008
martedì 28 febbraio 2012
Le nuove frontiere delle osmizze
mercoledì 15 febbraio 2012
Due appuntamenti per far bene alla Terra
lunedì 6 febbraio 2012
Bora e ghiaccio sul Molo Audace, a Trieste
Il filmato è visibile integralmente e in alta definizione all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=mNinm_481E0
domenica 29 gennaio 2012
Concorso fotografico "Obiettivo Laguna"
domenica 8 gennaio 2012
Concorso fotografico "La cartolina delle Dolomiti"
C'e tempo fino al 30 aprile 2012 per far recapitare le immagini fotografiche agli organizzatori,
Il Concorso è aperto a tutti, appassionati o professionisti, di tutte le nazionalità, che abbiano compiuto la maggiore età.
È articolato in due sezioni:
Sezione A - fotografi appassionati o professionisti;
Sezione B - studenti delle scuole superiori e dell’università che abbiano compiuto la maggiore età.
Ad essi viene chiesto di realizzare e inviare fino ad un massimo di cinque fotografie digitali, in bianco e nero o a colori, che abbiano come riferimento i nove ambiti del sistema dolomitico riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO:
1 Pelmo, Croda da Lago;
2. Marmolada;
3. Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine;
4. Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave;
5. Dolomiti Settentrionali;
6. Puez-Odle;
7. Sciliar-Catinaccio, Latemar;
8. Bletterbach;
9. Dolomiti di Brenta.
Oggetto del concorso sono i territori delle Dolomiti Patrimonio dell’UNESCO con le loro specificità paesaggistiche, geologiche e geomorfologiche ritenute di eccezionale valore dal Comitato dell'UNESCO, nonché l’ambiente umano e l’architettura dei paesi e dei borghi storici dei Comuni interessati dalle aree cuore e aree tampone definite nella loro perimetrazione dall’UNESCO. La partecipazione al concorso è completamente gratuita. Non è possibile partecipare con fotografie che sono già state segnalate e/o vincitrici in altri concorsi.
Le opere fotografiche e la documentazione, in formato digitale, dovranno essere trasmesse utilizzando l'indirizzo internet www.settimanadolomitiunesco.it/registrati.html.
Le specifiche tecniche riferite al materiale fotografico sono le seguenti:
file Jpeg in alta risoluzione: almeno 6 megapixel (3000 x 2000 px, 300 dpi, spazio colore srgb) che consentano una stampa per l’esposizione di dimensioni fino a
La dimensione del file non deve essere superiore a 10 Mb; Nell’elaborare le immagini si devono mantenere il più possibile genuine le condizioni reali esistenti al momento dello scatto. La preparazione del file digitale è consentita soltanto se limitata a pulizia di base, come livelli, curve, colore, saturazione e contrasto. Deve restare intatta la rappresentazione fedele di forme, comportamenti o fenomeni naturali. Sono comunque ammesse immagini composte in stiching o esposizioni multiple.
È consentito l’utilizzo dello sharpening, ma in maniera moderata e del cropping fino ad un massimo del 20% per lato, sempre tenendo in considerazione gli effetti sulle dimensioni finali del file.
Maggiori delucidazioni sul concorso e sul regolamento sul sito: www.settimanadolomitiunesco.it
venerdì 23 dicembre 2011
Tallin, Estonia, agosto 2011
La città vecchia di Tallin è uno spettacolo e non tardiamo a capire perché rappresenta uno dei Patrimoni dell’Unesco: sembra di vivere effettivamente nel medioevo. Le strade sono tutte lastricate, le facciate delle case sono originali e tutte in sintonia; i palazzi più antichi si riconoscono perché hanno ai piani superiori sportelli per le merci al posto di finestre.
La congiunzione tra Toompea e la città bassa è costituita dalla via Pikk (“via Lunga”) che nel Medioevo era la via principale della città, percorsa da cavalli, carretti e carrozze. Oggi incrociamo qualche macchina di lusso ma in genere le strade sono libere. I rapporti tra la città alta e quella bassa) erano così tesi che nel XV secolo fu eretta una cinta muraria che doveva proteggere dagli attacchi ostili dalle vie della città.
Questa cinta muraria caratterizza oggi il nucleo storico di Tallin, un sistema di fortificazione tra i più avanzati d’Europa. L’intera cinta muraria era lunga
La lunga via Pikk è costellata di segni del passato e di monumenti storici. Impariamo presto a riconoscere la sua uscita nella prte nord-orientale della città, verso il porto, con
Punto focale della città vecchia è
Il nostro punto di ritrovo costante durante la settimana è
Alle 21:00 apprezziamo ancora la bella luce che rischiara il cielo e ci permette di realizzare delle foto suggestive della piazza Raekoja e della chiesa del Santo Spirito (XIV secolo), lungo la via Pikk, divenuta la chiesa della comunità estone dopo la riforma protestante.
Ogni giorno i giovani della città improvvisano dei semplici spettacoli per i turisti. Qui vediamo una ragazza che balla al ritmo incerto di un bassista.
Con circa un’ora d'automobile da Tallin si raggiunge la costa del Mar Baltico nella parte settentrionale dell'Estonia, dove ci attendono scogliere, cascate e laghi, spiagge, sentieri e boschi coperti di muschi e licheni.
Tra i pezzi forti del parco, dopo le oltre 200 specie di uccelli e le quasi 900 specie di piante, vi è la restaurata casa padronale di Palmse, residenza barocca del XVIII secolo.
Laheema è il più grande parco naturale estone. Apprezziamo il fiume solitario con le dighe dei castori (che però non vediamo) e la secolare foresta di pini. Desta interesse anche la altalena estone che prontamente cavalchiamo.
Questo parco è stato il primo dell'Unione Sovietica. Oltre ai massi erratici che punteggiano la penisola di Juminda e di Kasmu, val la pena visitare il sito di interesse storico con le mine spiaggiate che ricordano uno sbarco durante la seconda guerra mondiale, dove moltissime navi furono affondate.
sabato 19 novembre 2011
Soci Knedelgrup premiati al concorso fotografico "Barcolana"
lunedì 14 novembre 2011
Hum, la più piccola città del mondo, e la Valle delle Candele

Partiamo da KOTLI, a metà strada tra Roč e Colmo (Hum), un piccolo villaggio quasi completamente abbandonato, percorso dal fiume Quieto (Mirna), che qui forma delle belle cascate. Nei tempi passati era il paese più importante di tutta la zona, famoso per i suoi sarti e per i mugnai: infatti la corrente era utilizzata in passato per fare funzionare vari mulini ad acqua.
Da questo bel paese ci spostiamo a pochi chilometri, ad Hum (Colmo in italiano), definita come la più piccola città al mondo: una leggenda racconta infatti che Hum nacque per ultima fra le città sorte nella valle del Quieto, nel cuore nella Croazia e che non rimanevano che poche pietre per la sua costruzione. La cinta muraria medievale, perfettamente conservata, misura qualche centinaio di metri e il nucleo urbano comprende tre file parallele di case, due vicoli trasversali e una piazza trapezoidale con la porta principale della città chiusa da un portone in bronzo. Nonostante i soli 30 abitanti ha due chiese: quella romanica di San Girolamo del XII secolo e la chiesa di San Giacomo, con torre campanaria in stile romanico. La cittadina è particolarmente suggestiva perché ci porta immediatamente al medioevo, con le sue case completamente in pietra, il selciato che ti fa respirare l'antico e le persone disponibili e cortesi.
Alcune incisioni ci ricordano che siamo in presenza di un popolo che usa il carattere glagolitico. L'alfabeto Glagolitico è il più antico alfabeto slavo conosciuto, creato dal missionario Cirillo, insieme a suo fratello Metodio, intorno all'862-863 per tradurre
L'alfabeto glagolitico ha circa 40 caratteri, 24 dei quali derivati probabilmente da grafemi del corsivo medievale greco, a cui venne dato un disegno ornamentale.
La nascita dell'alfabeto glagolitico è strettamente connessa a motivazioni politiche e culturali in quanto possedere una propria scrittura equivaleva a una dimostrazione di indipendenza da parte degli stati slavi medievali, che in questo modo potevano cercare di sottrarsi alle influenze delle nazioni confinanti e/o culturalmente o politicamente più potenti: Bisanzio, Roma, i Franchi. Inoltre gli adattamenti degli alfabeti latino e greco fino ad allora utilizzati non riuscivano a tradurre graficamente la fonetica slava.
Il nostro itinerario si conclude a pochi chilometri di distanza con la visita della VALLE DELLE CANDELE, che deve il nome alle numerose torri calcaree a forma di candela generate dall'azione degli agenti meteorici.
Dopo il sollevamento della catena montuosa dell'Ucka, 30 milioni di anni fa, sulle rocce calcaree di Vela draga hanno iniziato ad agire eventi atmosferici erosivi di tipo chimico e fisico che hanno portato alla formazione di cavità sotterranee con conseguenti crolli e creazione di canyon. La passeggiata ci impegna per circa un'ora, ma non raggiungiamo la base del torrente, che richiederebbe più impegno e disponibilità di tempo.


