Castelrotto: la fondazione

Il Knedelgrup nasce in maniera spontanea nell' estate del 2004 in quel di Castelrotto, ridente paesino dell'Alto Adige ai piedi della famosa Punta Santer. Eravamo andati a trascorrere una vacanza in montagna e dopo aver gustato alla sagra paesana i mitici knedel, Nico ha coniato il nome del gruppo che si è sempre distinto per avere al suo interno dei validi bongustai.

Il Knedelgrup, formazione 2008

Il Knedelgrup, formazione 2008

mercoledì 24 luglio 2013

Nosy Be, la foresta di Lokobé

Nosy Be, è un'isola nel nord del Madagascar.
Dista pochi chilometri dalla "Terra madre", è questo il nome che viene dato alla grande isola dai locali, ed è un'isola ricca di essenze....ylang ylang, vaniglia, cacao, caffè, pepe.
Ecco il resoconto della prima escursione sull'isola nel luglio del 2013.
Dal resort della Valtur, Amarina, partiamo alle 7 con Maxwell Soatra, una trentaquattrenne guida turistica incontrata casualmente nel corso di una nostra autonoma escursione fuori dai confini della proprietà Valtur. Ci incontriamo all'esterno della seconda sbarra, in prossimità del villaggio malgascio; questa sbarra è stata posta alcuni anni fa in aggiunta alla prima perché i beach boys si avvicinavano troppo al resort per proporre le loro escursioni e la proprietà non gradiva.
Percorriamo il tratto sterrato che ci porta alla strada asfaltata, costruita dai cinesi come contropartita per lo sfruttamento del mare dal quale prelevano cetrioli di mare (oloturie) per farne una specie di plastica. Il tratto asfaltato è ben transitabile, anche se di tanto in tanto Maxwell, che percorre dal 2007 ogni giorno questa strada e la conosce perfettamente, rallenta di colpo per affrontare delle buche trasversali che romperebbero le già provate sospensioni del mezzo.
La prima tappa è il parco naturale della foresta Lokobé, e alle 8 siamo già sulla piroga condotta da un ragazzo del luogo, da Maxwell e dal suo amico che ci accompagna con il compito di realizzare delle riprese per il sito promozionale di Maxwell. I tre remano incessantemente per circa 40' finché si arriva al villaggio Ampassypoi, che significa "poche persone". La riserva naturale, che è stata istituita nel 1960 subito dopo la conquista dell'indipendenza, si presenta subito in tutto il suo fascino.
Un rapido passaggio davanti alle solite bancarelle che vendono tartarughe, coccodrilli, lemuri in legno e in erba intrecciata e si prosegue immediatamente per l'interno della foresta.
Maxwell ci ha proposto il giro completo dell'isola per 50 euro a persona (siamo noi due soli) e con altri 20 euro ha aggiunto al pacchetto questa ulteriore escursione, che altrimenti andava fatta, da sola, un altro giorno, con molto dispendio di tempo per raggiungere il sito.



La foresta di Sambirano che ricopre la riserva è l'habitat naturale dell'Eulemur macaco, che in questa foresta svolge un ruolo molto importante nella disseminazione dei semi favorendo la rigenerazione naturale della foresta.
Maxwell ci ha subito fatto notare il notevole dimorfismo sessuale sotto forma di dicromatismo: maschi a pelo nero, talvolta picchettato di rossiccio sugli arti e sul tronco, e femmine con un manto bruno-rossiccio con sfumature color porpora sul dorso, mentre la zona ventrale del corpo è biancastra. Ambo i sessi possiedono una "barba" a collana, che nel maschio è nera, mentre nella femmina è bianco crema.

Nella foresta abbiamo subito fortuna: un gruppo di 4 lemuri, 3 maschi (neri) e una femmina (marrone) si avvicinano. Maxwell ha portato con sé due banane (di più è proibito per non "viziare" troppo gli animali) cosicché i pre-primati ci guardano con interesse e circospezione fino a decidersi a sfamarsi.



Il trucco per invitarli a superare il timore è di non guadarli in faccia, tendere la mano con un boccone di banana e farsi salire addosso dall'animale che, con atteggiamenti tipicamente umani, afferra la tua mano con il cibo avvicinandola a sé. Abbiamo due ore a disposizione, ma Maxwell è preoccupato che non si riesca a vedere tutto. Seguiamo la nostra guida in un contorto ma ben tracciato sentiero che s'inoltra nella selva. I rumori della foresta sono così sacri, che ti vien da parlare sottovoce. Il ragazzo che ci accompagna dimostra subito una gran conoscenza del territorio oltre che un grande occhio quando individua appostato su un ramo un geco così ben mimetizzato, nonostante i suoi 20 cm, che Daniela guardandolo da vicino continua a sostenere che si tratta di corteccia, finché l'animale, sollecitato dalla guida, non muove leggermente la testa, del tutto simile alla coda.
Non facciamo in tempo a scattare le foto che veniamo invitati a raggiungere una minuscola radura alla base della quale, tra il fogliame, scorgiamo un grosso Boa constrictor di più di 2 metri ed almeno una quindicina di kg di peso. Gli adulti nel Madagascar misurano in genere tra il metro e il metro e mezzo, quindi questo esemplare è straordinariamente grande. Maxwell ci racconta che il Boa constrictor è un serpente molto temuto poiché capace di uccidere anche grandi prede avvolgendole e soffocandole nelle sue spire; egli è visibilmente entusiasta perché non ne ha mai visto uno così grande, e quasi si offende quando, scherzando, ipotizzo che il boa sia stato sistemato lì poco prima da lui. In realtà scopriamo che nella foresta ci sono almeno una ventina di questi grossi serpenti, che possono diventare pericolosi di sera quando si avvicinano al villaggio per catturare qualche gallina. Un Boa grosso come il nostro è in grado di divorare in poco tempo un lemure. Il nostro comunque si dimostra abbastanza docile: preso immediatamente dietro alla testa, si lascia sollevare e disporre sulle spalle della nostra guida, che orgogliosamente si fa immortalare con il trofeo al collo, assieme ai suoi due colleghi.

Serpente in parte arboricolo e un ottimo predatore capace di catturare anche uccelli. Sebbene normalmente pacifico ha un morso preciso, è veloce e può fare abbastanza male, facendo perdere molto sangue e rischiando di provocare l'insorgere di infezioni. Il periodo di gestazione, che sebbene siano animali che fanno le uova avviene per intero all'interno del serpente, dura 105 giorni, allo scadere dei quali mamma boa partorirà una media di 20 cuccioli perfettamente formati insieme al sacco vitellino che fino a quel momento li ha protetti.
Non sazi di avventura, proseguiamo all'interno della foresta in religioso silenzio, finché Maxwell, con un atteggiamento che è tipico anche di noi europei, non ci fa capire che ha scoperto ciò che cercava: si accuccia sulle gambe, pugni chiusi e gomiti piegati sulle ginocchia, testa sollevata verso l'alto con il sorriso aperto di chi ha appena individuato lo schivo lemure notturno che stava cercando. Grazie alla prolunga di 2 metri della mia Gopro posso riprendere da vicino tra il fogliame, a 4 metri d'altezza, gli occhi spalancati e ciechi per la quantità di luce del piccolo timoroso lemure, che "osserva il rumore", più che vederla, della telecamerina che struscia sulle foglie.
Qualche fotografia e proseguiamo finché scopriamo nascosto sul terreno il più piccolo camaleonte della foresta e del mondo: è la Brookesia minima, grande quanto un pollice, di colore marrone chiaro, il rettile si fa fotografare e riprendere accoccolato nella mano di Maxwell, che pazientemente attende che il macro canon 100 riesca a mettere a fuoco il raro soggetto. Viste le microscopiche dimensioni, queste specie sono tutt'altro che semplici da trovare, anche perché durante il giorno si nascondono nel letto di foglie che ricopre il terreno della foresta pluviale.
Rientriamo passando per il paese, estasiati dal ritmo profuso dal gruppetto di 6-7 bimbi tra i 2 e i 6 anni che, ballando, intrattengono il visitatore con un ritmo incalzante. Qualche piccolo acquisto e riprendiamo la piroga, stavolta passando tra le mangrovie perché la marea si è alzata. Oltre alle mangrovie lungo il percorso vediamo l'albero dei viaggiatori, una specie di palma a ventaglio con le foglie disposte sullo stesso piano, che viene usato per la copertura dei tetti, così da mantenere l'interno delle case fresco per almeno 5 anni. Il nome malgascio è RAFINALA ed è il simbolo del Madagascar. Maxwell ci spiega che per potersi costruire una casa che resista alla stagione delle piogge per almeno 10-15 anni bisogna usare le mangrovie, ma sull'isola ce ne sono poche e quindi una coppia che vuol metter su casa deve avere abbastanza lavoro e abbastanza soldi da potersi procurare sull'isola grande la materia prima.

Ho caricato su youtube 15 minuti di video dell'escursione, all'indirizzo http://youtu.be/IA0D-2vsdlE                            

mercoledì 3 aprile 2013

Guida per viaggiare slow dal Po alla Slovenia




Pubblichiamo l'articolo del quotidiano "Il Piccolo" sul volume del socio Dario Gasparo dedicato agli studenti, sul viaggiare slow e sui tesori del Nordest.Stressati, vessati, travolti da mille impegni e in ostaggio del tempo tiranno. È possibile fuggire dal “logorio della vita moderna” e ritemprare mente e corpo senza andare in un ashram in India o in un’isolata abbazia in cima ai Pirenei? Basta (ri)scoprire il valore della lentezza in controtendenza al “mordi e fuggi”: soprattutto nel turismo, per trarre il meglio dal tempo libero e vivere il territorio con consapevolezza. Come suggerisce “Vivere e viaggiare slow”, la guida bilingue in italiano e sloveno, pubblicata e finanziata nell’ambito del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007 – 2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e nazionale. Un prezioso diario di viaggio in sintonia con lo slow travelling-pensiero, per scoprire i tesori e le peculiarità delle aree del nord est. Pensato per gli studenti delle superiori e gli universitari, abbraccia il territorio dal Delta del Po alla laguna di Venezia, passando per il Carso fino alla regione Gorenjska.Il volume - testi e foto di Dario Gasparo, su iniziativa del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste - è disponibile anche in formato elettronico all’indirizzo www.slow-tourism.net. Sessantacinque pagine a colori con schede tecniche, per scoprire le sei anime del viaggiare slow: e quindi il turismo naturalistico legato ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, le mete enogastronomiche per i palati gourmand, le vacanze in agriturismo. E ancora il turismo culturale, quello sociale e, infine, la vasta categoria del turismo sportivo. Nella guida ci sono gli itinerari per il trekking in montagna e quelli per le gite a cavallo lungo gli argini dei fiumi e in laguna. Un capitolo è dedicato alla mappatura delle grotte dell’Alto Adriatico, mentre per i cultori dello sport estremo, ci sono le mete per il free climbing, il rafting e il deltaplano. Ampio spazio al cicloturismo, con gli itinerari delle piste ciclabili e quelli per le mountain bike. Una sorta di portolano di terra e di mare, che chiude con il decalogo-mantra del turista slow, tra cui: “sii aperto alle esperienze offerte dal luogo che ti ospita con curiosità, voglia di conoscere e di sorprenderti”.

Puoi scaricare il libretto a questo indirizzo:







martedì 12 marzo 2013

Lo scempio della Val Rosandra un anno dopo


Venerdì 15 marzo, alle ore 17:30, presso lo storico caffè San Marco  di Trieste, ci sarà un incontro per fare il punto su azioni legali (processo penale, denuncia d'infrazione, conclusione della raccolta firme della petizione europea a sostegno della denuncia d' infrazione e consegna delle firme a Bruxelles) e situazione attuale (con proiezione video di Max Morelli e relazione sulla ricerca condotta dagli studenti di Botanica Applicata dell'Università di Trieste). Si parlerà anche del  futuro della Riserva (con intervento del Prof. Livio Poldini, docente emerito di ecologia vegetale Università di Trieste, Presidente del Comitato per la difesa della Val Rosandra: “Necessità di criteri scientifici nella gestione delle Riserve”), interverranno anche Maurizio Rozza, rappresentanti del Club AIpino Italiano e delle Associazioni Ambientaliste.

venerdì 22 febbraio 2013

Napoli con il Knedelgrup. Febbraio 2013

Le cinque giornate di Napoli... o non era Napoli? Era Milano? Beh, Napoli di giornate passate alla storia con un numero ne ha avute quattro, infatti dal 27 al 30 settembre 1943 vi fu l'insurrezione popolare che portò alla liberazione dai tedeschi.
Ma torniamo alle "nostre" 5 giornate, passate all'insegna di pizza, o' babbà, sfogliatelle, musei, Napoli sotterranea, metrò degli artisti, Posillipo, mare, amici, borsette, scarpe, scarpe, scarpe...

Pernottiamo all'ottimo Hotel Piazza Bellini: un tre stelle con stanze molto appartate e distanti l'una dall'altra a causa della particolare configurazione del palazzo nobiliare del '500 che, protetto dalle Belle arti, non ha potuto essere integralmente ristrutturato ma ha dovuto assecondare le forme e gli spazi originari. Ne è nata una piacevolissima struttura molto vivibile, silenziosa e a misura d'uomo. Anche il costo è confortevole: 72 euro a notte per una doppia con colazione, tassa inclusa. Per non dire della colazione. Cerchiamo di ricordarci quel che Dario ha assaggiato: muffin, sfogliatelle, cornetti vuoti o con crema, crostata, yogurt, frutta, pane tostato, marmellata, burro, nutella, the, caffé, latte caldo, succhi vari, salsicce, salumi vari, formaggio, uova sode, insalata, pomodoro... E che dire della splendida idea del muro-lavagna sul quale lasciare impresse le note-ricordo in tutte le lingue? Infatti assieme a noi c'era una colonia di studenti americani, ma anche spagnoli, francesi ecc..
Con l'aiuto delle fotografie vediamo i luoghi che più ci sono rimasti impressi.
Una delle attività più gettonate a Napoli: l'assaggio

La nostra guida-Cicerone-Enzo, nativo, ci spiega COME, COSA e soprattutto DOVE mangiare certe pietanze. Partiamo con il pericoloso assaggio del panino caldo sfornato da una misteriosa donna ambulante sbucata dal nulla con la sua carrozzella fragrante... Ma non ci faremo mancare nemmeno alcun dolce.
Vico Fico al Purgatorio: Pulcinella

Il primo giorno percorriamo il decumano maggiore, via dei Tribunali, e ci fermiamo lungo le stradine laterali come quella con la foto qui sopra, e come via San Gregorio Armeno, famosa per le botteghe presepiali, che mette in comunicazione decumano inferiore e maggiore.
La prima tappa culinaria è alla Pizzeria Di Matteo, vanto di Napoli (Enzo ci porterà anche da Sorbillo, sempre sulla stessa via dei Tribunali, un'altra perla: di più non potremo perché Erni non è un amante di pizze). Mangiare un'ottima pizza e bere una birra il tutto per 6,50 euro non è da tutti i giorni!
Stazione metropolitana di Toledo

Le Stazioni dell’Arte nascono da un progetto promosso dall’amministrazione comunale per rendere i luoghi della mobilità più attraenti e offrire a tutti la possibilità di un incontro con l’arte contemporanea.
Gli spazi interni ed esterni delle stazioni hanno accolto oltre 180 opere di 90 tra i più prestigiosi autori contemporanei, costituendo uno degli esempi più interessanti di museo decentrato e distribuito sull’intera area urbana, un museo che non è spazio chiuso, luogo di concentrazione delle opere d’arte, ma percorso espositivo aperto, per una fruizione dinamica del manufatto artistico. L'amica Ilaria, napoletana DOC, ci ha consigliato di visitare la stazione Toledo, vantando che questa stazione è stata considerata la più bella al mondo! La realizzazione delle stesse stazioni, affidata ad architetti di fama internazionale ha rappresentato un momento di forte riqualificazione di vaste aree del tessuto urbano.
Al livello basso (ci sono 3 livelli) i colori dei rivestimenti ricordano il mare, segnalato dal passaggio agli spettacolari mosaici di un azzurro che si fa sempre più intenso man mano che si procede in profondità. Nella monumentale sala sotterranea domina il fascino della bocca ovale del Crater de luz, un grande cono che attraversa in profondità tutti i livelli della stazione, collegando il piano della strada con la spettacolare hall costruita 40 metri sottoterra. Guardando al suo interno è possibile riconoscere, all'altra estremità, la luce del sole e un suggestivo gioco di luci LED governate da un software. Enzo ci invita ad osservare le analogie con le opere di Gaudì recentemente visitate a Barcellona.
Galleria Umberto I


La Galleria Umberto I è stata costruita alla fine del 1800. Assomiglia parecchio a quella di Milano, tanto che nel caffé letterario vicino all'Hotel un libro aveva erroneamente invertito le didascalie. Passeremo più volte di qua, perché anche di notte il luogo è molto suggestivo.
Piazza del Plebiscito

Qui Dario e Margherita si cimentano nel tentativo di passaggio tra le colonne, ad occhi chiusi, tra le statue di Carlo III e Ferdinando I. Enzo ci ha detto che questa è una tradizione della città e anche l'amica Paola, nostra dotta Cicerone della domenica, ci conferma le difficoltà provate da tanti concittadini nel cimentarsi in questa "ardita" prova. Per la cronaca: Dario e Margherita finiranno miserabilmente a metà strada sul lato sinistro prossimo alla rete viaria, a qualche centinaio di metri dalla meta.
A precipizio sul mare, dal Castel dell'Ovo
Knedelgrup napoletano quasi al completo (manda Dander)
Verso Mergellina
La scogliera e le impetuose onde

Enzo alterna cose credibili ad altre inverosimili. Così quando ci racconta che la fontana sul lungomare è quella mitica del Carosello, gli crediamo (scoprendo solo a Trieste la menzogna). Invece tendiamo a non dargli credito quando afferma che secondo una leggenda, il Castel dell'Ovo è retto da un uovo. In effetti verifichiamo che è proprio così. Come mirabilmente riportato da una sintesi di Renata da Susy in Maripuccio, "XE L'OVO CHE PICA"...
 
Museo diocesano: tabloux vivant su Caravaggio (21 opere)

Uno spettacolo veramente memorabile lo dobbiamo all'amica Paola, che ci ha pungolato invitandoci a sfruttare la fortunata coincidenza: proprio il 10 febbraio, e solo questo mese (replicherà una volta al mese fino a giugno) la regista Ludovica Rambelli dirige "La conversione di un Cavallo", 21 tableaux vivants dall'opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Si tratta di una particolarità partenopea: il lavoro nasce nel 2006 per un progetto didattico della facoltà di architettura. Ospite in vari musei, noi ce lo godiamo nello splendido Museo Diocesano. Si tratta di una rappresentazione teatrale nella quale 3 uomini e 4 donne danno vita, con una tecnica performativa semplice, alla ricostruzione di 21 quadri del maestro. Gli attori si muovono in scena ricostruendo in circa 2 minuti un'opera pittorica con l'ausilio di oggetti comuni e stoffe drappeggiate. L'impatto emotivo è assicurato anche grazie alle musiche di Mozart, Vivaldi, Bach e Sibelius.

Vista dalle alture di Posillipo

Vista dal lungomare verso il Castel dell'Ovo

Una visita a Posillipo è d'obbligo, dopo gli inviti di Paola ed Ilaria e la supervisione di Enzo. La giornata è fantastica! Sole come ci si aspetta, anche se il resto della settimana non sarà così e le temperature attorno ai 5 gradi ci costringeranno ad un surplus di vestiti. Il Vesuvio ricoperto di neve ci ricorda che siamo in inverno, ma la neve si scioglie al contatto con le parole emozionate della nostra guida Enzo, che ripercorre con la memoria le stradine che lo portavano ad allenarsi nel campo di atletica leggera. 
Lo spettacolo presso il Teatro San Carlo
Non ci vogliamo far mancare l'arte musicale: l'amico di Enzo, Gennaro, suona il violino per Eugenio Bennato: “L’Amore muove la luna”, scritto per il Teatro San Carlo nell’ambito del cartellone per le scuole, ci permette di apprezzare soprattutto il meraviglioso teatro restaurato da poco. Oltre a Gennaro apprezzeremo Pietra Montecorvino e soprattutto la giovane egiziana Fatma Said.
Il San Carlo è il teatro lirico più vecchio d'Europa e Margherita mette alla prova le sue capacità fotografiche giocando con gli specchi e le pareti rosse.

Chiostro della certosa
Le tre immagini sopra si riferiscono alla Certosa. Una nota importante per il turista: visitiamo 3 musei gratuitamente e fruiamo della rete bus e metro per 3 giorni con un importo complessivo di soli 16 euro grazie alla ARTECARD DI NAPOLI. Siccome le attrazioni successive alla terza vengono pagate la metà, è evidente che conviene concentrare le prime uscite nei musei più costosi, per i quali ci sono importi anche di 8-10 euro. Insomma, anche utilizzando la carta solo per i mezzi (un abbonamento giornaliero vale 3,60 euro) ed entrando in un solo museo, vi è già una convenienza!
La Certosa è collocata sulla collina del Vomero (che raggiungiamo con la funicolare) e infatti da essa si gode di uno splendido panorama, fruibile nonostante la giornata di pioggia. Particolarmente apprezzato il chiostro con i marmi bianco e neri bagnati dall'acqua, che riflettono le luci plumbee del cielo. E' durante questa visita che Nevio ci avverte delle dimissioni del papa. Al momento non sappiamo se collocarle tra una burla carnevalesca o una notizia credibile.

Palazzo Reale: la spettacolare scalinata d'accesso
Il palazzo Reale ci impressiona per le dimensioni e le poche persone in visita. Vi è assoluta mancanza di un servizio di guardaroba e perciò, come d'altra parte in altri musei (Diocesano ad esempio) è necessario portarsi appresso zainetti, borse, ombrelli e giubbotto. Ancora, le didascalie delle opere sono minuscole e posizionate a terra, quindi difficilmente visibili per una persona anziana. Ragioniamo sull'enorme patrimonio artistico del nostro Paese: la sola Napoli, probabilmente, ha un numero di monumenti maggiore di quelli di tutto il Nord Europa, ma questa grande ricchezza trova riscontro in una incapacità di gestirla (si legga a tal proposito "Vandali: il saccheggio impunito" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella).
Chiesa e Cripta con San Gennaro
Maioliche del chiostro del Monastero di Santa Chiara
Napoli sotterranea

A piazza San Gaetano si trova la bella basilica di San Lorenzo Maggiore, uno dei capolavori del Gotico in Italia, che per diverse ragioni si lega a due dei massimi esponenti della letteratura italiana. Giovanni Boccaccio fu particolarmente legato a questa chiesa che definì “grazioso e bel tempio”, in quanto si narra che proprio qui ebbe luogo il suo primo incontro con Fiammetta nel 1334. Invece, qualche anno più tardi nel 1346, Francesco Petrarca abitò nel convento annesso alla basilica.
La basilica di San Lorenzo Maggiore è stata costruita nel Duecento sugli antichi resti di un’antica chiesa paleocristiana e nella stessa aerea dove attualmente sorge la chiesa, sono stati rinvenuti i resti di un edificio risalente al periodo della dominazione normanna, che a sua volta sorge su un complesso risalente al I secolo d.C. e su un “macellum” di IV secolo a.C.; di quest'area sotterranea riportiamo la foto, ricordiando che si trova circa 6 metri sotto al livello medievale. Questo scorcio di Napoli sotterranea ci piace molto, ma si fa anche pagare: i 9 euro diventano 7 grazie alla ARTCARD, ma la visita dura poco più di mezz'ora. 

Museo Diocesano

Bagnoli
Per concludere: nessun incidente (al nord, tanto si teme di avventurarsi a Napoli..), bella gente e buon cibo. Ultima notazione: una sera decidiamo di provare un locale particolare, la locanda N'tretella (che è la moglie di Pulcinella), che il gestore ci dice essere la 24esima delle 800 trattorie di Napoli, per il gradimento di Tripadvisor. Il locandiere è molto affabile, si mangia bene, ma occhio al portafoglio. In 11 che eravamo abbiamo mangiato solo antipasti, 6 primi e dei dolci (certo abbiamo anche bevuto buon vino!) e alla fine il conto tondo è stato di 300 euro. Al nostro sguardo un po' smarrito il ristoratore Rino ha reagito offrendo uno sconto di 25 euro. Insomma, costosetto ma molto piacevole e simpatico.

mercoledì 9 gennaio 2013

Fossa del Lupo e Palude del Morto (Nova Levante)

Partiamo abbastanza presto il mattino. Dopo la colazione alle 8, alle 9 siamo operativi. Raggiungiamo in automobile l’Hotel Rosengarten, qualche km sopra alla nostra stanza presso la signora Rosa Pichler, a Nova Levante. Ottima colazione a base di burro, marmellata di mirtilli e albicocca, jogurt, pane, salame, prosciutto, the e caffè.
L’hotel Rosengarten è a quota 1337 m slm. La nostra intenzione è quella di seguire le indicazioni acquisite sull’ottimo sito http://www.sentres.com. Basta digitare il nome della località che si vuol raggiungere e magari spuntare anche le caselle “mese gennaio” e “ciaspole” e vengono proposti una serie di percorsi tra i quali scegliere. Attraverso il sentiero no. 15 si costeggia il rio Gola in Valle Nigra. Noi abbandoniamo presto il sentiero proposto, che si spinge verso il passo Nigra, per girare già a quota 1400 (cioè dopo 15’) a sinistra nel bosco. Fermandoci più volte, anche per la perdita del tappo della Canon 7D, raggiungiamo appena in un’ora e mezza il maso Jocher (1555 m), sorvegliato da un cane lupo libero molto preso nella parte, del quale si sente il latrato già a mezzo chilometro di distanza. 
I prati attorno allo splendido maso, posizionato in pieno sole, sono punteggiati di betulle che si stagliano nel blu del cielo. Da qui il sentiero proposto proseguirebbe in poco tempo diritto verso nord-est fino alla malga Hagner (1555 m), noi invece continuiamo in salita nel bosco di abete rosso e appena il sentiero piega a nord, sulla destra, si apre un grande prativo ora innevato, dove fotografiamo le Highlander e 3 curiosi lama, presso la Glatsch Schwaige. 
In leggera salita raggiungiamo in mezz’ora la Sagerer Schwaige (1658 m), dopo 1300 metri di cammino. 
Ancora un chilometro e mezzo (25’) ci separano dalla KreinbergerAlm che presenza un panorama mozzafiato su tutto il gruppo del Catinaccio e del Roda di Vael. 
 
 
Altrettanto tempo ci serve per percorrere i 1700 metri che ci separano dal maso Schiller (1565 m), lungo il sentiero 1. Qui ci fermiamo a gustare l’immancabile Kaiserschmarren e a sorseggiare una Weizen decidendo poi di proseguire per la Fossa del Lupo (1509 m), raggiungibile in 10 minuti: qui, nel 1800, è stato abbattuto l’ultimo lupo della zona, quello stesso lupo che oggi vari progetti europei stanno cercando di favorire. 
Scegliamo di non rientrare direttamente a Nova Levante scendendo con il sentiero 5, prendendo invece verso ovest il sentiero 22 che porta alla Palude del Morto. Qui ci arriviamo con facilità, ma poi è un dedalo di percorsi alternativi e stradine forestali senza indicazioni che costeggiano il monte Talt, così, all’imbrunire, siamo costretti a ritornare sui nostri passi e a ridiscendere a valle con il buio. Che spettacolo però: l’enrosadira sul gruppo del Roda di Vael è incomparabile! 
Alle 17:30 siamo a casa, quasi pronti per l’escursione del giorno dopo. 16 chilometri e mezzo, 800 metri in salita e 930 in discesa sono sufficienti per oggi!

3 gennaio 2013 - Tempi e distanze del percorso della Fossa del Lupo

Rosengarten – Jocher Hof                                    1,6 km, 1,5h
Jocher Hof – Gletsch Schwalge                               1,7 km, 35’
Gletsch Schwalge – Sagerer Schwalge                         1,3 km, 35’
Sagerer Schwalge – Kreinbergeralm                           1,5 km, 25’
Kreinbergeralm – Schiller Hof                               1,7 km, 35’
Schiller Hof – forcella del Lupo - Palude del Morto         3,6 km, 1h25’
Palude del Morto – Forcella del Lupo – Casa a Nova Levante  4,7 km, 1h25’
Itinerario

mercoledì 31 ottobre 2012

11° concorso fotografico "Il bosco, il fiume e la laguna"

Anche quest'anno il Comune di Muzzana del Turgnano organizza il concorso fotografico a tema naturalistico "Il bosco, il fiume e la laguna - flora, fauna e ambienti naturali del territorio di Muzzana del Turgnano".
La partecipazione è libera ed il concorso è aperto a tutti i fotografi professionisti e non con lavori che non siano già stati presentati, pubblicati o premiati in altre manifestazioni.
C'è tempo fino al 15 gennaio 2013 per consegnare da 1 a 3 opere per autore a colori o in b/n, con formato minimo di 18x24 cm e massimo 30x45cm al COMUNE DI MUZZANA, via Roma, 22 - 33055 Muzzana del Turgnano (UDINE) per corriere, postacelere oppure a mano.
Per ulteriori informazioni contattare il Comune.
Foto segnalata al 10° concorso "I guardiani del cielo" di Dario Gasparo

Foto di Daniela Dionisi "Piani sfuocati" 

sabato 6 ottobre 2012

Novità EasyJet


In vista dell'inverno, EasyJet ha diffuso le nuove modalità per prenotare voli low cost da e per l'Italia cercando di semplificare al massimo le cose e di offrire servizi differenziati ai vari passeggeri in relazione alla data di partenza.
Se il volo è in programma nei tre mesi successivi alla prenotazione, prenotando tramite il sito di EasyJet si puo' godere dello sconto di 18 euro per ogni viaggio di andata e ritorno. Se si deve modificare la prenotazione basta usare il sito ed evitare i costi di gestione.
Più complessa ma abbastanza snella anche la procedura per la prenotazione di voli con partenza più di 3 mesi dopo la prenotazione; una volta prenotato, online, a 30 giorni dalla partenza vengono aperti i chech-in online che non possono dunque essere anticipati a oltre 30 giorni prima della partenza del volo. Prenotando online si paga un supplemento di 11 euro per i servizi amministrativi più un importo pari al 2,5% della transazione se si paga con carta di credito Visa, MaterCard, Diners Club, American Express, UATP/Airplus.
A seguito della prenotazione online si riceve il dettaglio dell'itinerario e tramite un codice specifico è possibile accedere a MioeasyJet.com per visualizzare tutte le specifiche e se necessario apportare i necessari cambi.
E' possibile anche prenotare tramite un centro di contatto e le modalità di prenotazione e check-in restano le stesse con la differenza che si puo' richiedere anche la ricevuta della prenotazione e dunque la conferma via posta ordinaria oltre che via mail.
In occasione dell'inverno 2012-2013 EasyJet ha anche lanciato la funzione "Ispirami" che permette, inserendo determinati parametri, di visualizzare la lista delle destinazioni disponibili in base a prezzo, data e aeroporto di partenza; "Ispirami" integra una serie di simboli che permettono di selezionare la destinazione in maniera semplice e veloce (per esempio il simbolo del sole indica una destinazione di mare).




sabato 8 settembre 2012

NEXT TRIESTE


“Trieste Next, salone europeo dell’innovazione e della ricerca scientifica” che aprirà i battenti dal 28 al 30 settembre con oltre 200 relatori e più di 100 eventi sotto il titolo “Save the food” (Salvate il cibo). Si parlerà di sicurezza alimentare, utilizzo degli Ogm, innovazione nell’industria agroalimentare, percezione del cibo, effetti sulla salute, disturbi alimentari, cambiamenti climatici, trasferimento tecnologico,  di ricerca ed editoria scientifica, senza dimenticare i bambini, che avranno dei laboratori tutti per sè (“Pappamundi”), le etichette “senza più segreti”, le “16 cose di cui il mondo potrebbe fare a meno”, i percorsi nel mondo del caffè, la botanica e la genetica, e perfino gli “ingredienti sonori per comporre le nostre ricette”. Segnaliamo l'appuntamento del 29/9 con il nostro socio Knedel, prof. Enzo Stera e il suo GNOMO  MIRTILLO.

IL PRANZO DELLO GNOMO MIRTILLO
laboratorio – concerto

Come fanno gli gnomi a vivere così a lungo e in buona salute? Come riescono a correre veloci come lepri lungo i sentieri  e ad affrontare  i pericoli che il bosco talvolta riserva loro?
Gli Gnomi, come risaputo, sono creature sapienti che conoscono i misteri della natura e sanno tutto quel che c'è da sapere riguardo a piante, erbe, frutti, radici, fiori, funghi e soprattutto del loro uso in cucina. Il segreto della loro longevità è nella buona e genuina alimentazione affiancata alle lunghe passeggiate e alle molteplici attività di giochi all’aria aperta che fanno sin dalla giovane età.

La Casa della Musica / Scuola di musica 55, per consentire ai bambini di conoscere le abitudini di questi simpatici abitanti del bosco, presenta in occasione di NEXT un adattamento dello spettacolo “La musica dello gnomo Mirtillo” che ha già riscosso molto successo in questi anni. Il protagonista è Mirtillo, uno gnomo  molto popolare a Trieste, conosciuto da tutti i bambini che hanno assistito alle numerose repliche dello spettacolo.

In compagnia di fata Ornella,  profumi, colori, sapori  di frutti, radici, fiori, foglie odorose si mescoleranno a rime da cantare, parole da sgranocchiare, musiche da ascoltare. Un’esperienza  per i cinque sensi da vivere in famiglia.



SABATO 29      |  ore 16.30 e  ore 18
Serre di VILLA REVOLTELLA
IL PRANZO DELLO GNOMO MIRTILLO
ideazione: vincenzo stera
con
ORNELLA SERAFINI  {voce e narrazione}
GABRIELE CENTIS    {batteria}
DANIELE DIBIAGGIO  {piano}
VINCENZO STERA      {fiati, percussioni, animazione}


età: 3 - 6 anni
durata: 1 ora  circa
prenotazione : sito next trieste

lunedì 25 giugno 2012

Maremetraggio

Il festival Internazionale del cortometraggio e delle opere prime, si inaugurerà a Trieste il 1 luglio.
Per sette giorni si potrà assistere a proiezioni, incontri, workshop e tanto altro con i filmaker italiani e stranieri.
Ci saranno due sezioni competitive: Maremetraggio e Ippocampo e una nuova sezione intitolata "SopraSottoVento" in collaborazione con la Barcolana, la storica regata velica.
Nella giornata di venerdì, 6 luglio, alle 21:30 in piazza Verdi, saranno proiettati i due cortometraggi vincitori della sezione "SopraSottoVento" che risultano essere:
- per la sezione professionisti "Vento di Sardegna" di Davide Melis;
- per quella amatoriale "Barcolana 2011" del socio Knedelgrup, Dario Gasparo.
http://www.clubradio.it/2012/07/07/tutti-i-premiati-del-festival-maremetraggio-2012/
http://www.maremetraggio.com/2012/07/07/diario-di-bordo-di-venerdi-6-luglio-2/
http://www.youtube.com/watch?v=AzaxMNB70RU



mercoledì 16 maggio 2012

20 maggio, festa all'Oasi di Miramare

Domenica, 20/5, festa all'interno della prima riserva marina italiana, quella appunto di Miramare.
Verranno coinvolti bambini e ragazzi, turisti e semplici curiosi che visiteranno chi per la prima volta, chi per partecipare a una delle iniziative per questo giorno speciale.
Lo staff sarà a disposizione per l'intera giornata e chi sarà interessato potrà salire dall'Oasi fino alla frazione di Contovello, attraverso un sentiero che conduce sull'altipiano carsico.
Sono assicurati la vista sul Golfo di Trieste e il promontorio di Miramare, dove ha sede il Castelletto, punto d'incontro delle attività.